La mia scelta

Diventare vegetariana è stato per me un processo naturale, scaturito dalla ricerca, che a un certo punto della mia vita è diventata una  costante, del “chi sono e cosa ci faccio qui”.

Man mano che le informazioni, spesso sorprendenti e alle volte anche sconvolgenti, cominciavano ad affluire nella mia vita, apportando di conseguenza una nuova consapevolezza, è diventato naturale per me cambiare alimentazione e cominciare a nutrirmi in modo più consono a quella che stavo diventando.

Questa scelta è la somma di diverse esigenze, ma tutte dipendenti e legate fra loro.

Una di carattere etico e solidale, basata sul concetto di non violenza, di amore per il creato e per le sue creature, che ha come presupposto la creazione di un mondo permeato dalla pace e dalla solidarietà, in cui tutti possano convivere nel benessere  e nell’amore.

Una di carattere ecologico: l’allevamento intensivo, avendo bisogno di vaste aree,  ha portato alla deforestazione, alla desertificazione e all’inquinamento.

Una legata alla salute, perché un’alimentazione vegetariana è più sana e previene innegabilmente tante malattie. E ne giova anche lo spirito, perché l’uomo ha anche un lato animico- spirituale, oltre che materiale, attraverso il quale si connette alle forze dell’intero universo.

A questo punto mi piace citare questo scritto di  Omraam Mikhaël Aïvanhov, a proposito del passaggio al vegetarianesimo, che deve essere una scelta responsabile:

Il vegetarianesimo è una regola di vita che non deve essere imposta, altrimenti provoca squilibri sia fisici che psichici. Questa disciplina necessita una matura riflessione che deve portare, a poco a poco, verso una decisione presa liberamente. Poiché non basta semplicemente sopprimere la carne dai pasti; al contrario, per preservare un sano equilibrio alimentare, è indispensabile sostituire la carne con altre proteine vegetali. D’altra parte, l’assimilazione delle proteine è favorita da uno stile di vita che faccia intervenire il sole, l’aria pura, la natura e certe attività spirituali.
Il passaggio al vegetarianesimo generalmente si coniuga ad un cambiamento dello stile di vita, ad un adattamento, una trasformazione di certe abitudini (lo si fa con uno scopo preciso). E’ molto importante che quelle trasformazioni si effettuino con cognizione di causa, nell’armonia e come risultato di una libera scelta. Le motivazioni personali e lo stato d’animo sono fattori determinanti per la riuscita di tali cambiamenti.
La differenza tra il nutrimento carnivoro e il nutrimento vegetariano sta nella quantità di raggi solari che contengono. I frutti e le verdure sono talmente impregnati di luce solare che si può dire che siano una condensazione della luce. Dunque, quando si mangia un frutto o una verdura si assorbe luce solare che non lascia in noi alcun residuo. La carne, al contrario, è piuttosto povera di luce solare ed è per questo che imputridisce rapidamente.

Per concludere, va da sé che tutto questo include anche una corretta informazione alimentare e quindi una scelta di prodotti integri, vivi, coltivati con amore e con l’uso di tecnologie naturali, che seguono il corso delle stagioni, come stabilito da Madre Natura, una madre amorevole e generosa.