Pandolce con uvetta e arancia candita

Un pandolce molto profumato e gustoso,  in cui la fa da padrone l’arancia candita, che mi preparo durante l’inverno, quando questo frutto meraviglioso dà il meglio di sè…e che le papille, inebriate, ringraziano.

Ho voluto provare a fare un pandolce senza uova e burro, come invece faccio di norma, proprio per seguire questa tendenza vegana che ultimamente mi ha preso…all’improvviso, alla sprovvista…e devo dire che il risultato mi è piaciuto molto. Buona buona.

Ingredienti
per il pre-impasto, da fare la sera prima: 120 g di pasta madre appena rinfrescata, 200 g di farina di frumento tipo 1, 120 g di acqua.
per l’impasto, da fare la mattina: 300 g di farina di frumento di tipo 1, 55 g di acqua, 100 g di centrifugato di mela, 20 g di miele, 35 g di olio di semi di girasole, 100 g di uvetta, 100 g di buccia d’arancia candita, 10 g di sale.

La sera prima ho mescolato il lievito madre con la farina e l’acqua e ho lasciato lievitare tutta la notte a temperatura ambiente. La mattina dopo ho mescolato questo pre-impasto con l’acqua, il succo di mela e il miele, poi ho aggiunto l’olio e, gradatamente, la farina, continuando a mescolare per amalgamare tutti gli ingredienti. Alla fine ho aggiunto il sale.

Ho trasferito questo impasto nel cestello della macchina del pane, programma impasto, e ho lasciato che la macchina impastasse per me. E’ una cosa che faccio spesso, soprattutto quando ho molte cose da fare. Tra l’altro, oltre ad impastare in modo eccellente, mantiene una temperatura ottimale per la lievitazione.

Al segnale acustico, che la macchina emette per segnalarti che puoi inserire altri ingredienti, ho inserito nel cestello anche l’uvetta e l’arancia candita tritata.

Dopo un’ora e mezzo ho tirato fuori l’impasto dalla macchina. Era già ad un buon livello di lievitazione, ma non ancora pronto. L’ho diviso a metà e ho fatto a ciascun pezzo una serie di pieghe, stendendo la pasta a rettangolo e piegandola su se stessa, dalle due estremità verso l’interno e ho lasciato ancora lievitare.

Dopo circa un’ora, ho fatto con i due pezzi due rotoli lunghi, che ho intrecciato tra loro e ho messo la treccia ottenuta a riposare nel forno appena intiepidito, ma spento, per 25-30 minuti circa, spruzzandola con l’acqua per mantenerla umida.

Ho acceso il forno a 180° e, appena ha raggiunto la temperatura, ho infilato la placca coperta di carta forno su cui era appoggiato il pane. Ho spruzzato dentro al forno e di nuovo sul pane con l’acqua e ho portato a cottura. Dopo i primi 20 minuti, ho abbassato la temperatura a 170°. Dopo circa 40 minuti, era pronto. Fare comunque la prova stecchino.

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