Risotto integrale al lapsang souchong

Trovo affascinante il mondo del tè! Per me è una scoperta abbastanza recente, legata sicuramente ad una visione sempre più spirituale della vita.

E il tè è silenzio, meditazione. E’ la lentezza, la presenza, la concentrazione. E’ lo zen. Non a caso i monaci buddisti hanno sempre fatto largo uso del tè per rimanere svegli durante le lunghe ore di meditazione.

Trovo anche che il tè si accompagni bene ai piatti della cucina vegetariana. Qui, poi, ho voluto anche usarlo per cuocervi il riso, al posto del brodo. Il risultato mi ha entusiasmata!

Ho usato il tè Lapsang Suchong, un tè nero cinese le cui foglie vengono affumicate su un fuoco alimentato da piccoli ceppi di legni aromatici (pino o abete rosso); ne risulta un sapore delicatamente affumicato, molto gradevole al palato. Io ne sono letteralmente innamorata!

Ho provato a guarnire il risotto con scaglie di un formaggio erborinato, un ottimo abbinamento. Ma è buono anche solo così! Naturalmente è d’obbligo sorseggiare una tazza di lapsang souchong, tra una forchettata e l’altra…

Voglio dedicare questo piatto ad una persona speciale, una “signora del tè”, mio mentore, che mi ha iniziata a questo piacere sottile…grazie!

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Ingredienti
200 g di riso integrale per risotti, 4 g di tè Lapsang souchong, 450 ml di acqua, un porro, tamari (salsa di soia), sale, pepe, olio extravergine di oliva.

Innanzitutto ho preparato il tè: ho portato l’acqua a ebollizione (90°), l’ho versata sulle foglioline di tè e dopo 2 minuti ho filtrato.

Ho tagliato a fettine sottili il porro, già mondato e lavato. Ho sciacquato il riso integrale in un colino sotto l’acqua corrente.

Ho messo sul fuoco la pentola a pressione insieme al porro e l’olio e ho fatto brasare dolcemente con qualche goccia di tamari. Ho aggiunto il riso e l’ho fatto insaporire bene nel condimento, quindi ho aggiunto il tè e un po’ di sale.

Ho chiuso la pentola a pressione con il suo coperchio e, dal fischio, ho lasciato cuocere 35 minuti. Eliminato il vapore, ho tolto il coperchio e ho assaggiato per aggiustare il sapore con un po’ di tamari e un giro di pepe nero al mulinello. Ho mescolato il tutto, mantecando il risotto con un filo di olio.

Ho impiattato, facendo delle quenelle con il riso, che ho disposto nel piatto come i petali di un fiore.

Ho decorato con scaglie di un formaggio erborinato. Per una versione vegana, invece, ho decorato con una julienne di porro.

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