Tarallucci e…

Non li avevo mai fatti i tarallucci. Mi sono sempre limitata a divorarne delle quantità esagerate, perché per me son come le ciliegie: uno tira l’altro.

Ma sapevo che prima o poi mi sarei cimentata nell’impresa. Si, perché, in verità, ci vuol della pazienza per creare uno ad uno questi serpentelli e poi chiuderli ad anello.

E io, che normalmente di pazienza ne ho ben poca, chissà com’è che quando cucino, son capace di tirarne fuori una tale quantità che potrei essere proclamata subito santa.

In questo caso, comunque, il gioco è valso la candela. Bontà indiscussa.

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Ingredienti
350 g di farina di frumento di tipo 1, 150 g di farina di farro, 150 g di vino bianco, 100 g di olio extravergine di oliva, 10 g di cipolle secche, 16 g di sale.

Ho impastato le farine, mescolate assieme, con il vino fatto intiepidire, l’olio ed il sale e ho lasciato riposare, coperto, per mezz’ora.

Ho diviso l’impasto in due e in una metà ho inserito 10 g di cipolle secche tritate (volendo, l’impasto si può insaporire anche con pepe nero, peperoncino, pomodori secchi, semi oleosi, ecc…).

Ho preso un pezzetto di pasta alla volta e l’ho arrotolato sulla spianatoia formando un cilindretto che ho tagliato in segmenti di circa 8 cm, che ho poi sigillato alle estremità, formando il tarallino.

Ho messo una pentola con abbondante acqua sul fuoco. Al bollore, l’ho salata leggermente e ho buttato giù una decina di tarallini per volta, lasciandoli cuocere finché non sono venuti a galla. Una volta scolati con la schiumarola, li ho messi ad asciugare su un telo per un po’. Il tempo è indicativo, in realtà potrebbero rimanere così anche tutta la notte.

Infine, li ho cotti in forno già scaldato a 180°, finché non sono diventati dorati e ben croccanti.

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